Rigenerazione

Come il Cristo risorge dal suo sepolcro, la natura rinasce infatti dopo la pausa invernale, come risulta evidente considerando l’addobbo dei “sepolcri”, giardini “effimeri” allestiti nelle chiese per commemorare il Cristo morto.
Questi consistono in ciotole con lunghi germogli di grano e legumi fatti crescere nella penombra dei fondaci simboleggiando così la sua prossima resurrezione.
E’questo il periodo che la devozione popolare dedica ai riti penitenziali, in relazione simbolica fra la passione e morte di Gesù Cristo e il “fermo” stagionale della natura, come le suggestive processioni del giovedì e del venerdì santo.
Alla domenica di Pasqua, invece, la gioia per la rinascita primaverile spezza l’incantesimo del lutto e della penitenza, il colore torna nelle piazze e le campane annunciano la resurrezione collettiva, dopo la penitenza e la purificazione.
La Madonna perderà il suo nero mantello, festeggiata dal popolo esultante in diverse piazze di antichi borghi d’Abruzzo.

RITI DEL MAGGIO
Nel periodo prossimo al raccolto, il primo giorno di maggio, tuttora hanno luogo nella regione feste rituali di propiziazione agraria.
In alcune zone d’Abruzzo, durante la notte della vigilia del 1° maggio, un gigantesco albero viene tagliato e innalzato nella piazza del paese.
Un altro rituale magico-simbolico teso a favorire il rigoglio della vegetazione, prevede la sfilata in paese del così chiamato “maje”, un’alta pertica rivestita da mazzolini di fiori selvatici, che vengono distribuiti alla popolazione. Ad ogni sosta, il gruppo di portatori recita una cantilena augurale alla famiglia ospite, che ricambia offrendo un rinfresco accompagnandolo con offerte varie alimentari.