FESTIVITA’ DI MARZO

    • MONTEFERRANTE (CH): giornata del 19, “Tavole di San Giuseppe”
      Alcune famiglie del paese, per particolare devozione al santo, allestiscono all’interno delle loro abitazioni, un festoso e colorato altarino attorno all’immagine di San Giuseppe. Sul tavolo vengono esposte bevande, cibarie e dolciumi vari, come i rituali spaghetti “aglio e olio” e le zeppole fritte.
      Tutti coloro che si recano in visita alla casa, devono consumare qualcosa ed alla fine, ringraziare l’ospitalità del “santo” con l’offerta di denaro, che servirà per opere di beneficenza.

 

    • SAN MARTINO SULLA MARRUCINA (CH): giornata del 19, questua rituale: “San Giuseppe pan’e vine”
      Per tutta la giornata gruppi di ragazzi e ragazze girano per le case del paese distribuendo piccoli pani e vino benedetto e le famiglie ricambiano donando altro pane ed altro vino.
      Nei giorni precedenti, gli stessi giovani girano anche per i paesi vicini, offrendo vino e pane, annunciando il loro sopraggiungere suonando un tamburo; con il denaro ricevuto dalla questua si finanziano i festeggiamenti.

 

  • VILLA PASQUINI DI LANCIANO (CH): sera del 24, “Canto dell’Annunziata”
    Nelle ore serali, alla vigilia dell’Annunciazione, un gruppo di cantori fa il giro delle case di amici e parenti, cantando la storia di un miracolo dell’Annunziata, che fece punire dalla Giustizia i colpevoli di un infanticidio. Alla fine del canto, riceveranno un rinfresco offerto dalla famiglia.

 

SETTIMANA SANTA:

 

    • VASTO (CH): venerdì di passione, ore serali, processione della “sacra spina”
      La giornata del venerdì precedente la settimana santa, è dedicata all’adorazione della “sacra spina”, una reliquia della corona di spine del Cristo, conservata in una cappella apposita nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
      La tradizione ritiene, che la spina, da secca, torna viva, (il pomeriggio del venerdì santo) per le preghiere dei fedeli e, da qui il popolo trae pronostici circa l’andamento produttivo dell’annata agricola.
      Nelle ore serali, guidata dai componenti della congrega che ne ha in custodia il culto, ha luogo una suggestiva processione illuminata dalle fiaccole, per tutto il centro cittadino.

 

    • TORREVECCHIA TEATINA (CH) e gran parte delle zone agricole regionali: domenica precedente la Santa Pasqua, “Benedizione delle Palme”
      La mattina della domenica, davanti ai sagrati delle chiese campestri, il parroco benedice le “palme” aspergendole con acqua santa. Le “palme” consistono in fronde d’olivo intrecciate, ornate da fiori, nastri colorati etc. Dopo la benedizione, verranno distribuite o scambiate tra parenti e amici, quale augurio per una fertile e prosperosa annata e verrà sistemata, per tutto il tempo, sul focolare domestico o sulla porta d’ingresso a “protezione” della casa da eventuali influssi maligni.
      Qualche contadino ancora usa sistemarne alcuni rametti per protezione antitempestaria in prossimità dei campi coltivati.

 

    • ARSITA, ATRI, BISENTI, (TE); CITTA’ SANT’ANGELO, LORETO APRUTINO, (PE); BUCCHIANICO, FRANCAVILLA AL MARE, MIGLIANICO, PAGLIETA E VAL DI SANGRO (CH), ampia diffusione regionale: sera del mercoledì e giovedì santo, Canti della “Passijòne”
      Presso numerose zone rurali regionali, specialmente nelle località citate, “compagnie” di questuanti, composte da giovani ed anziani, girano per le contrade portando nelle case di parenti e amici la narrazione cantata della passione di Gesù e del lamento dell’Addolorata. In cambio, ricevono un piccolo ristoro con l’offerta di uova e somme di denaro.

 

    • GESSOPALENA (CH), ore serali del mercoledì santo; rappresentazione della passione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo
      Da qualche anno tale rievocazione drammatizzata viene effettuata in diverse località della regione, ma la più originale, che prende ispirazione anche da motivi di disagio sociale ed umano, è questa.
      La rappresentazione è ambientata nel suggestivo e disabitato paese vecchio e gli interpreti dei vari personaggi sono i paesani, scelti in base alle loro caratteristiche individuali, travestiti da centurioni romani, sacerdoti, giudei, etc.
      Tra i quadri scenici, non mancano l’inventiva e l’innovazione: la passione di Gesù, assimilata a quella di un “povero Cristo” attuale, un emigrante, un disoccupato, che lotta quotidianamente per la sua sopravvivenza e per una realtà di giustizia sociale.

 

    • LANCIANO (CH): ore notturne del giovedì santo, Processione del “Lutto rappresentato”
      Suggestiva processione notturna dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione, alla quale partecipano tutti i confrati incappucciati con le insegne dell’Associazione.
      Il corteo sosta in tutte le chiese del paese che espongono i “sepolcri” commemorativi del Cristo morto, consistenti in ciotole e vasi con lunghi steli bianchi, ottenuti facendo germogliare il grano al buio delle cantine.

 

    • TERAMO: alba del venerdì santo, processione della “desolata”
      E’ ancora notte, quando dalla chiesa di Sant’Agostino, esce una mesta processione, parata a lutto, guidata dalla confraternita di Nostra Signora del Soccorso, che percorrendo tutta la città, alle prime luci dell’alba rientra in sede.
      Il corteo rievoca il peregrinare della Madonna alla ricerca del figlio condannato e le consorelle che portano la statua dell’Addolorata, piangono le sue “pene”.

 

    • CHIETI: ore serali del venerdì santo, processione del Cristo Morto
      Suggestiva processione di gusto barocco, alla quale partecipano tutti i componenti delle confraternite locali, incappucciati e vestiti a lutto; la città in quelle ore viene illuminata esclusivamente dalle fiaccole del corteo.
      In ordine narrativo, sfilano tutti i simboli della passione, ed i simulacri del Cristo morto e la Madonna Addolorata, ornati da drappi neri ingioiellati; mentre, un’orchestra di 150 elementi accompagna i coristi nell’esecuzione di un “miserere” particolarmente commovente.

 

    • SULMONA (AQ): ore serali del venerdì santo, processione del Cristo morto
      Processione di grande effetto scenografico, curata dalla confraternita dei “trinitari” vestiti di rosso (il loro colore simbolo dell’organizzazione, ricorrente, nei drappi e nelle insegne).
      Il percorso illuminato da lampioncini e fiaccole, e fuori dalle abitazioni, enormi bracieri effondono fumi d’incenso. Il coro è formato da 200 elementi che intonano il miserere, ma quello che caratterizza questa processione è soprattutto lo “struscio”, il lento passo cadenzato che eseguono, in sincronismo perfetto, tutti i partecipanti. Verso la fine del percorso, il corteo si incontra con i componenti della confraternita della Madonna di Loreto (che cura la manifestazione della domenica di Pasqua), ai quali viene concesso l’onore di trasportare le statue della Madonna e del Cristo, fino al rientro nella chiesa della Trinità.

 

    • LANCIANO (CH): ore serali del venerdì santo, processione del Cristo morto
      Questa processione è curata dalla stessa confraternita che organizza il corteo del giovedì santo. I confrati sono vestiti di nero e incappucciati ed un “Cireneo” a piedi scalzi porta la grande croce per tutto il percorso. La processione viene seguita da una banda, che si esibisce in un vasto repertorio di musiche composte per l’occasione.
      Stupenda la statua del Cristo morto, che la leggenda vuole scolpita da una monaca, durante una visione mistica.

 

    • SAN VALENTINO (PE): ore serali del venerdì santo, processione del “Cristo morto”
      La mesta processione viene illuminata soltanto dalla luce delle fiaccole, i partecipanti sono vestiti a lutto ed incappucciati. Sfilano tutti i simboli della passione, seguiti dall’Addolorata. I portatori del feretro col Cristo, per penitenza, effettuano tutto il tragitto a piedi nudi, per questo sono chiamati “ciaciarùtte”.

 

    • SULMONA (AQ): mattina della domenica di Pasqua, Madonna “che scappa”
      Terminata la messa di mezzogiorno, il pubblico, affolla la piazza principale, per assistere alla rievocazione dell’incontro tra la Madonna ed il figlio risorto.
      La confraternita della Madonna di Loreto, che veste il colore verde, porta la statua del Cristo in piazza, accompagnata dalle due statue di San Giovanni e san Pietro.
      Queste, per la chiesa opposta alla piazza, dov’è stata portata in precedenza, la statua della Madonna.
      Questa, viene avvertita della buona novella dai due santi ma non vuole crederci, al terzo tentativo, esce e, notando effettivamente il figlio risorto che l’aspetta in fondo alla piazza, inizia a correre. Quasi a metà percorso, i portantini “corridori”, per mezzo di un meccanismo, lasciano scivolare il manto nero dalla statua, mentre candide colombe volano al cielo e la Madonna appare al pubblico vestita nel suo abito verde ricamato d’oro; in mano, al posto del fazzoletto stringe una rosa rossa, sbocciata come per incanto.
      Dall’esito di questa corsa e da come cade il mantello, il popolo trae pronostici favorevoli o infausti per la comunità e per la produttività agricola.

 

    • CORROPOLI (TE), INTRODACQUA (AQ), LANCIANO (CH), SPOLTORE (PE): mattina della domenica di Pasqua e martedì in albis, “l’Incontrata della Madonna”
      Alla fine della funzione liturgica, a mezzogiorno, si svolge la rappresentazione figurata (con le statue) degli apostoli che annunciano alla Madonna la resurrezione del Cristo e, che si conclude, dopo un inseguimento per le strade del centro storico, con l’incontro tra la madre ed il figlio.
      Sia a Corropoli, che a Lanciano, l’evento viene ripetuto, alla stessa ora, il martedì dopo Pasqua.

 

    • PIANELLA (PE): prime ore del mattino della domenica di Pasqua, cantata del “Buongiorno”
      Un’allegra compagnia di cantori e musicisti, sin dalle prime ore dell’alba, va in giro per il paese, cantando sotto ad ogni finestra, vizi e virtù degli abitanti ed augurandogli la “buonannata”.

 

    • SAN TOMMASO di Caramanico (PE): mattina del lunedì di Pasqua, Processione e scampagnata campestre
      Gli abitanti dei dintorni, quella mattina, si recano all’interno dell’antica chiesa romanica di San Tommaso per effettuare riti lustrali di purificazione collettiva.
      All’interno della chiesa, troneggia una grande colonna rettangolare, differente dagli altri pilastri, sia per l’epoca, che per la fattura; la leggenda narra, che sia stata trasportata in loco dagli angeli, per cui, da centinaia d’anni i devoti ne scalfiscono la superficie per ricavarne piccole schegge e polvere di marmo, utilizzate come rimedi terapeutici. Inoltre, nella cripta della chiesa si trova un pozzo di acqua sorgiva, che ha fama di essere curativa, per persone, animali e piante; quel giorno i fedeli la usano per bere e compiere lustrazioni rituali.
      A mezzogiorno, la statua di San Tommaso protettore, accompagnata da tutte le altre contenute nella chiesa, esce in processione, passando per i campi coltivati, che il parroco benedice, aspergendo acqua santa per i quattro punti cardinali. Alla fine delle funzioni, le famiglie si disperdono nella campagna circostante per la tradizionale scampagnata di “Pasquetta”.
      Purtroppo, tali rituali connessi a tale festività, negli ultimi tempi sono stati tenacemente osteggiati dal clero locale; attualmente, se ne riscontrano labili tracce “clandestine”.

 

    • ORSOGNA: mattina del martedì di Pasqua, sfilata dei “Talami”
      In onore alla Madonna nera del Rifugio, dopo la funzione liturgica, sfilano sei carri allegorici, detti “talami”, su ognuno dei quali, sottoforma di “quadri viventi”, giovani interpreti rievocano, scene ispirate alle sacre scritture mentre, dall’alto, li osserva la Madonna, impersonata da una bambina.
      Fino a qualche decennio fa, i “talami” venivano portati a spalla dagli uomini del luogo, attualmente invece, vengono trainati da macchine agricole. Inoltre, da qualche anno, la manifestazione viene ripetuta, in versione notturna, il 15 agosto, in occasione del ritorno degli emigranti in paese per le ferie.

 

    • PAGANICA (AQ): mattina del martedì di Pasqua, “Madonna d’Appàri”
      Dalla chiesa parrocchiale di Paganica, parte al mattino una processione, curata dalla confraternita locale diretta al vicino santuario rupestre della Madonna d’Appàri. Apre il corteo la statua della Madonna con il Cristo morto, che è seguita da tutte le altre statue conservate nella chiesa: San Giustino, Sant’Anna con la Madonna bambina, etc.
      Dopo la messa, i pellegrini, soprattutto le comitive di giovani, si distribuiscono nei pressi del torrente che costeggia il santuario per la tradizionale scampagnata della “pasquetta”.

 

    • PETTORANO SUL GIZIO (AQ): mattina del Lunedì dell’Angelo (o di Pasqua), festa e scampagnata per Santa Margherita.
      Dal primo mattino gruppi di pellegrini si recano presso la vicina Valle di Frevana dove è situata la chiesetta dedicata alla Patrona: Santa Margherita.
      Alla santa sono consacrate anche la fonte posta più a monte dell’edificio ed una grotta irraggiungibile tra i dirupi che sovrastano la stretta gola rocciosa.
      Dopo la celebrazione della messa, la statua della santa viene portata in processione nei pressi della chiesetta; dopodiché le comitive dei fedeli si distribuiscono tra i campi e i boschi per effettuare la “scampagnata” della “Pasquetta”, qui chiamata “passa-l’acqua”, dove consumeranno carne arrostita e dolci rituali, caratteristici del periodo pasquale. Prima di ritornare in paese, ognuno stacca rametti di bosso (albero diffuso nella zona e consacrato alla santa) da riportare a casa e agli amici come una “palma”, messaggio primaverile e augurio di buona annata.

 

    • FRANCAVILLA AL MARE (CH): mattina del Lunedì dell’Angelo, festa di Sant’Antonio da Padova.
      La mattina del lunedì di “Pasquetta” una sfilata di cavalli bardati a festa si reca presso la chiesetta ubicata al paese alto, presso l’omonimo Convento (attualmente famoso come residenza dell’artista F.P. Michetti) per essere benedetti dal parroco, durante la messa che viene celebrata sul sagrato. Alla fine della funzione religiosa, la statua del santo viene portata in processione fino alla cattedrale e lo sparo dei fuochi artificiali conclude i festeggiamenti religiosi.

 

    • CASTEL DI IERI (AQ): mattina del martedì di Pasqua, “Madonna di Pietrabona”
      La statua della Madonna esce dalla parrocchiale del paese, per essere portata in processione, presso l’eremo dedicato al suo culto.
      Dopo la messa, i pellegrini si disperdono tra i boschi attorno al santuario, per effettuare la tradizionale scampagnata del dopo pasqua; per devozione, colgono alcune foglie dai rami di edera che si arrampicano sulle pareti dell’eremo, perchè le ritengono “protettive”, infatti le chiamano “foglie della Madonna”.
      La sera, la processione, ritorna al paese con la statua.

 

  • ISOLA DEL GRAN SASSO (TE): mattina della Ia domenica dopo Pasqua, “Madonna di Pagliara”
    Gli abitanti di Isola e dintorni, accompagnati da una piccola banda di suonatori di piffero e tamburo, detti i “tamurre”, si recano su un costone roccioso prospiciente il Gran Sasso dove, tra i ruderi di un castello medievale, è situata la chiesetta dedicata alla Madonna.
    Dopo o svolgimento della messa e della processione, i fedeli, approfittano del luogo alpestre per effettuare una scampagnata mangereccia prima di tornare a valle.