LE GOLE DEL SALINELLO

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  • Strada per le Grotte Civitella del Tronto IT
  • 0862 60521

Uno dei canyon più spettacolari dell’Appennino si apre tra la montagna dei Fiori e la montagna di Campli, le cosiddette “montagne gemelle”.

Sorvegliato dall’alto dai ruderi di Castel Manfrino, ricco di eremi e luoghi di culto antichi, offre passeggiate e traversate eccezionali.

Il sentiero che percorre il canyon tra grotta Sant’Angelo e Castel Manfrino è uno dei più suggestivi del Teramano. Ma il canyon è anche ricco di testimonianze di storia. Allo sbocco della forra, in direzione di Civitella del Tronto e del mare, una cavità carsica frequentata per culto fin dalla preistoria è stata trasformata nel Medioevo nell’eremo di grotta Sant’Angelo, che resta uno dei più affascinanti dell’Appennino nonostante gli eccessi di un restauro dei primi anni Novanta.

Sulle balze della parte alta del vallone sono sorti nell’alto Medioevo i piccoli e suggestivi eremi di Santa Maria Maddalena, Santa Maria Scalena e San Francesco alle Scalelle. Tutti di piccole dimensioni, questi eremi sorgono in posizioni impressionanti, e richiedono al visitatore piede sicuro e assoluta assenza di vertigini.

Non ci sono problemi, invece, per visitare i ruderi di Castel Manfrino, il maniero in rovina sorto sui resti di un fortilizio longobardo, il Castrum Maccla. che si raggiungono con una breve passeggiata dall’abitato di Macchia da Sole, dov’è

un centro visite dell’area protetta.

Punto di partenza per la visita delle gole del Salinello è invece Ripe, frazione di Civitella del Tronto

Il sentiero principale, indicato da vecchi segnavia giallo-rossi, scende per una ripida rampa con gradini e staccionata fino a un pianoro ghiaioso da cui si può raggiungere per un sentierino non segnato sulla sinistra la base della spettacolare cascata nota localmente come lu Cacchèma (il pentolone).

Tornati al sentiero principale si raggiunge la base di un enorme macigno a pochi metri dal torrente e si continua in piano in direzione delle gole.

Dei segnavia giallo-rossi sulla destra indicano il difficile itinerario per l’eremo di Santa Maria Scalena.

In condizioni normali, dall’autunno alla primavera avanzata, la portata del torrente impedisce di oltrepassarlo per proseguire verso Macchia da Sole.

In estate, quando si può attraversare il Salinello, la salita dal guado a Castel Manfrino richiede un’ora e mezza.

 

Tratto da “Meraviglie sconosciute dei Parchi d’Abruzzo” – Ed. Carsa