RISERVA NATURALE REGIONALE OASI WWF CALANCHI DI ATRI

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Lungo la valle Piomba, nel territorio di Atri, è presente uno degli scenari naturali più suggestivi d’Italia “i Calanchi di Atri”. Natura 2000, aveva individuato un sito meritevole di conservazione, tutela una delle manifestazioni più spettacolari di erosione accelerata del suolo argilloso, definite localmente “le ripe” e nel resto d’Italia Bolge, Scrimoni e persino Unghiate del Diavolo.

L’area attualmente gestita dal WWF Italia è caratterizzata da un intricato sistema di anfiteatri calanchivi costituiti da argille plio-pleistoceniche ricche di fossili marini risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa, che modellate dalla forza dell’acqua nel corso dei secoli hanno dato origine a spettacolari architetture naturali che lasciano spesso a bocca aperta l’ignaro visitatore.

Le peculiari caratteristiche del paesaggio agrario di quest’area dell’Abruzzo, sono determinate infatti da una particolare distribuzione dei coltivi, scampati all’inesorabile avanzata dei calanchi, un paesaggio dove piccoli fazzoletti di terra, delimitati da sinuosi filari di siepi si alternano a piccoli lembi di bosco interrotti solo dagli sprofondi calanchivi e dai verdi pascoli, un mosaico naturale quest’ultimo generato dalla ricca biodiversità agro-silvopastorale che genera paesaggi naturali unici.

Il Cappero, il Carciofo e il Gladiolo selvatico, le Tamerici, i Prugnoli e le Ginestre spesso costituiscono sulle creste nude le uniche manifestazioni di vita, mentre il lento scorrimento delle acque lungo le vallecole calanchive determina sui suoli impermeabili a valle, piccole raccolte temporanee di acqua dove si insediano formazioni boschive caratterizzate per lo più da Salici, Pioppi bianchi e da Ontani.

Gli incolti che contornano le aree calanchive sono invece dominati dalla specie simbolo del paesaggio vegetale teramano, la liquirizia, una particolare leguminosa che deve la sua popolarità all’utilizzo medicinale e alimentare avviato a partire dal ‘500, dai padri domenicani, nella spezieria del convento che i padri possedevano in Atri.

La Riserva ospita una fauna ricca e diversificata. Nell’area i visitatori, soprattutto nel periodo primaverile sono accolti nelle belle passeggiate da multicolori farfalle che frequentano le profumate infiorescenze di Ginestre, Gladioli e Camomille selvatiche, mentre dall’alto, sono accompagnati nell’ incedere, da bellissimi rapaci come Gheppi, Poiane e Sparvieri.

Il silenzio quotidiano è interrotto solo dai piccoli passeriformi che popolano  le siepi e gli incolti lungo i sentieri, dalle quali si alza un lieve chiacchiericcio di Merli, Saltimpali, Occhiocotti, Zigoli neri, Scriccioli e Cardellini, mentre fanno capolino dai coltivi furbi mammiferi come la Volpe, la Lepre e il Tasso. L’Istrice, simbolo della Riserva, di cui spesso si rinvengono i pungenti aculei lungo i percorsi, è segnalato nell’area da oltre 30 anni e non è difficile da incontrare durante le passeggiate al chiaro di luna.

In località Colle della Giustizia, nel cuore della Riserva è presente un bellissimo centro visite dove è possibile prendere utili informazioni sull’area e sulle attività portate avanti dalla Riserva e dal Centro di Educazione Ambientale dei Calanchi di Atri. Dal Centro visite parte un percorso escursionistico di 6km lungo il quale oltre agli splendidi paesaggi agrari circostanti è possibile osservare la maestosità dei calanchi, le Piramidi di Terra, particolare geosito di interesse nazionale e la misteriosa Pietra di San Paolo, conosciuto luogo sede di riti pagani.

La Riserva ogni anno propone un ricchissimo calendario di appuntamenti culturali ed escursionistici.