La singolare coerenza d’impianto, la rara accuratezza costruttiva e l’eccezionale complessità di esecuzione inrapporto alla impervia orografia del sito, può essere considerato una delle basi di difesa più significativi del territorio nazionale.

Interamente in pietra e d’uso esclusivamente militare, il presidio è posto in una situazione ambientale favorevolissima dal punto di vista difensivo; una pianta quadrata con torrioni circolari d’angolo ed un maschio quadrato centrale.

Alcuni studiosi ritengono preesistente il torrione quadrato, per le caratteristiche proprie di una torre di avvistamento medievale, ed attribuiscono la sua trasformazione nella attuale rocca alla seconda metà del XV secolo.

La rocca, posta all’estremità più elevata del borgo abbandonato di Rocca Calascio, a dominio della valle del Tirino e della piana di Navelli, ha sempre svolto un’importante funzione di sorveglianza del percorso tratturale aquilano.

Particolarmente suggestivi sono i ruderi del borgo sottostante, al quale la rocca è collegata attraverso un ponte di legno, anticamente retrattile; è ancora riconoscibile l’antica cinta muraria con le torri. Situato a circa 1500 metri di altitudine e recentemente consolidato, rappresenta una delle fortificazioni più alte d’Italia.

Uno dei castelli più belli d’Europasia per forma (perfetta, una vera “icona”) sia per localizzazione (isolato come un nido d’aquila sulla sommità di un monte che domina un territorio vastissimo e spettacolare).

(fonte: “Guida dei castelli”, ed.CARSA )