COSTANTINO BARBELLA

Costantino Barbella, scultore, nacque a Chieti il 31 gennaio 1852 e morì nel 1925.

E’ stato senz’altro uno dei protagonisti di “quel manipolo di artisti abruzzesi che sulla fine del secolo scorso vennero a Roma a portare il fuoco del loro temperamento esuberante in quel mondo di artisti, un po’ stilizzati e decadenti, che caratterizzavano lo spirito fin de siècle” (Il Piccolo, 7 dicembre 1925).

La sua produzione si inserisce consapevolmente nella vita artistica e culturale del periodo che va dalla fine dell’ottocento all’inizio del novecento.

Il nostro artista fu sempre attento e sensibile alle novità, ai cambiamenti del tempo, affrontando sempre le nuove esperienze di vita e di arte che gli si presentavano e quindi vivendo l’arte stessa innanzitutto con intensità di pensiero e anche con fattività di ingegno plastico.

Uomo buono, onesto, diligente ed intelligente, apparteneva a quella sacra luminosa pleiade di grandissimi artisti, di cui l’Abruzzo, anche contemporaneo, ne loda la vita, l’attività e la produzione.

Il suo ingegno, la sua originalità di poliedrico artefice, la sua umiltà e la sua bontà lo portarono ad essere ben diverso dagli altri, diversità da lui mai considerata, ma notata ed ammirata dai suoi colleghi e dai suoi concittadini.

Iniziò la sua carriera di artista nella più acuta miseria, per vicissitudini familiari.

Mi ha particolarmente colpito una sua frase:”Giammai ho pensato di diventare un gran signore; ho soltanto cercato di raggiungere i miei ideali artistici”.

Con grandi stenti riuscì ad eseguire un’opera in gesso che rappresentava un Cristo sulle ginocchia della Madonna con San Giovanni posto lì vicino; l’intitolò:”La gioia dell’innocenza dopo il lavoro”.

Lavoro che portò a Napoli dove fu acquistato da Sua Maestà Vittorio Emanuele II e collocato, poi, nella R. Pinacoteca di Capodimonte.

Incoraggiato da ciò, tentò molte altre opere, che furono tutte acquistate ed elogiate dai compratori stessi e da tutti coloro che avevano l’opportunità di visionarle; mandò alla Esposizione Nazionale di belle Arti a Napoli il “Canto d’amore”, che gli procurò fama e denaro.

Fu nominato, per meriti speciali, unico fra gli scultori espositori e professore onorario dell’Istituto Reale di belle Arti.

Successivamente prese parte a molteplici esposizioni in diverse città italiane e fu anche a Parigi, Berlino, Amsterdam e Londra, dove espose le sue opere in bronzo, in marmo e in terracotta.

Soleva ripetere agli amici che dopo tante fatiche e tante peripezie, gli sembrava di non aver fatto nulla di soddisfacente.

Insomma fu un grande.

Le sue bellissime opere sono esposte anche al Museo Barbella di Chieti e sarebbe un vero peccato non poterle andare a visitare.