PESCI E PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE

Prodotti di origine animale in Abruzzo | Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s, when an unknown printer took a galley of type and scrambled it to make a type specimen book. It has survived not only five centuries, but also the leap into electronic typesetting, remaining essentially unchanged. It was popularised in the 1960s with the release of Letraset sheets containing Lorem Ipsum passages, and more recently with desktop publishing software like Aldus PageMaker including versions of Lorem Ipsum.

SCAPECE

La scapece è una conserva di pesce, una di quelle ricette leggendarie tramandate da generazioni, tipica di una zona che attraversa l’Abruzzo e il Molise, e che comprende la zona del vastese e quelle di Termoli e Montenero di Bisaccia. Nella preparazione della scapece si possono usare diverse specie ittiche. Si può usare la razza, che è il pesce prediletto dai buongustai, ma si può scegliere anche del buon pesce azzurro, come lo sgombro. Per preparare la scapece il pesce viene pulito completamente e tagliato a tranci, quindi viene fritto in olio extravergine di oliva a duecento gradi per un quarto d’ora. Una volta sgocciolato e raffreddato, viene messo in una salsa a base di aceto e zafferano, che dona al prodotto il caratteristico colore dorato.

LATTACCIOLO, LATTERUOLO, LATTERUOLA

Il lattacciolo, o latteruolo, o latteruola, è una sorta di budino, un tipico dolce al cucchiaio abruzzese di antica tradizione. È fatto con latte, uova e zucchero. Per prepararlo, il latte viene fatto bollire con una buccia di limone, e poi viene versato in un recipiente con uova e zucchero già sbattuti in precedenza. Il tutto viene messo in un classico stampo da budino, uno di quelli con il buco al centro, dove prima si versano un paio di cucchiai di zucchero che vengono così fatti caramellare sul fuoco. Si cuoce a bagnomaria per un’ora e un quarto circa. Si serve ben freddo.

MIELE D'ABRUZZO, MILLEFIORI, SULLA, LUPINELLA, GIRASOLE, SANTOREGGIA, ACACIA

Il miele viene prodotto in tutto il territorio dell’Abruzzo. Può essere sia di varietà monoflora che mutliflora. E può essere sia prodotto con la flora tipica locale (millefiori, sulla, lupinelle, girasole, santoreggia, acacia) che con la flora di altre zone che poi viene lavorata dagli apicoltori abruzzesi che portano le loro arnie in zone dove sono presenti altre tipologie di fiori. Il miele è prodotto dalle api che traggono questo prodotto dai fiori, e lo lavorano combinandolo con delle loro sostanze specifiche per poi immagazzinarlo e farlo maturare nell’alveare. Un processo unico e magico della natura che esiste da quando esiste il mondo. E infatti si dice che quando spariranno le api finirà il mondo. Ogni miele monoflora ha la sua caratteristica: il miele di sulla è chiaro alla vista e delicato sul palato, quello di lupinella si presenta con un colore che va dal beige al bianco, e ha un sapore delicato di fieno; il miele di girasole ha un tono chiaro e un sapore delicato, e quello di Santoreggia presenta un tipico colore ambrato dai riflessi verdi, ed ha un sapore forte e persistente. Si hanno notizie dell’apicoltura in Abruzzo da un geografo arabo dell’alto Medioevo. Ma la produzione organizzata del miele, così com’è intesa oggi, risale a fine Ottocento.

OLIVE INTOSSO (OLIVE N'DOSSE, OLIVE IN SALAMOIA)

Le olive intosso si coltivano in tutto il territorio d’Abruzzo, in particolare nei territori delle province di Chieti e Pescara, nelle località di Guardiagrele, Palombaro e Casoli, tra i 300 e i 600 metri sopra il livello del mare. Questa qualità fornisce soprattutto olive da mensa, conservate in salamoia, ma c’è anche una produzione di olio extravergine d’oliva intosso. È un olio delicato,equilibrato e armonico.

MARMELLATA D’UVA, SCRUCCHIATA, SCLUCCHIATA

Secondo l’Altante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo la scrocchiata, o sclucchiata, è una marmellata d’uva extra, omogenea, di media consistenza, dal colore violaceo scuro. È piuttosto dolce, ma con un retrogusto amarognolo, a volte anche acidulo. Si utilizza dalla lavorazione di uve da vitigni locali a bacca rossa, solitamente dalla varietà Montepulciano. Le uve che vengono scelte per questa specialità vengono vendemmiate una volta che hanno superato la maturazione ottimale. La marmellata d’uva è essenzialmente una di quelle preparazioni di carattere casalingo, e dalla tradizione antichissima, per cui ogni famiglia ha la sua ricetta, trasmessa oralmente per generazioni, e non esiste un metodo standard per prepararla. La marmellata d’uva è usata come ingrediente per il ripieno di alcuni dolci tipici come i calcionetti e le neole, dolce tipico natalizio, o di altri dolci tipici con l’aggiunta di noci o mandorle sminuzzate.
ISCRIVITI