VINO E VITIGNI

A cura di Marco Manilla

L'Abruzzo può vantare una grande biodiversità nella coltivazione della vite, sia in riferimento alle varietà autoctone che quelle di importazione. Il Montepulciano d’Abruzzo è il vitigno più importante che caratterizza in modo determinante la produzione regionale. Il vitigno, secondo recenti studi, è originario della valle Peligna e da quell’ambiente si è diffuso in tutto il territorio regionale e nelle regioni limitrofe. Il Montepulciano d’Abruzzo, coltivato in alcuni areali della provincia di Teramo, dopo un periodo di maturazione ed invecchiamento in legno, da origine al D.O.C.G. "Colline Teramane" che rispetto alla D.O.C. presenta nel disciplinare una minore resa ad ettaro e dei parametri diversi per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche del vino. Dalle uve di Montepulciano d’Abruzzo si ottiene un vino dai caratteri finissimi e particolari chiamato “Cerasuolo” poiché ricorda il colore della cerasa (ciliegia) giustamente matura; è un vino fruttato che ricorda i piccoli frutti rossi, fresco, morbido, di buon corpo e di facile beva, che accompagna tutti i piatti. Il Cerasuolo viene ottenuto per pressatura diretta delle uve o per breve macerazione delle bucce con il mosto, in modo tale che il prodotto sia ricco di antociani, ma scarsamente dotato di tannini che lo renderebbero astringente. Nella regione Abruzzo si producono altri due vini D.O.C.: il "Trebbiano d’Abruzzo" ed il "Controguerra D.O.C.", quest’ultimo, include diverse tipologie di prodotto, dal passito allo spumante, con vitigni autoctoni o internazionali, puntando tutto sulla territorialità del prodotto: i comuni interessati sono infatti solo cinque. Il Trebbiano d’Abruzzo viene ottenuto dall'uvaggio di uve trebbiano con altre varietà quali la Cococciola, la Passerina, il Pecorino e la Malvasia. Un vitigno riscoperto negli ultimi anni in tutta la regione è il "Pecorino" tipico della dorsale Piceno-Aprutina e infatti la sua origine sembra essere quella dei comuni montani ai confini tra Marche e Abruzzo. Il vitigno garantisce una buona produzione ed un vino bianco fortemente strutturato per la buona gradazione zuccherina che le uve garantiscono, accomunata da una buona acidità che lo rende fresco e vivace. Ottimo sia in purezza per i notevoli sentori aromatici, che in uvaggi con passerina e trebbiano. Non si possono dimenticare altri vitigni autoctoni che danno origine a vini rari, quali quelli ottenuti con il vitigno "Passerina", principalmente coltivata nel teramano nei comuni della val Vibrata. Dall'uva raccolta in epoche diverse si ottengono vini adatti sia alla spumantizzazione che alla produzione di un vino fresco, fruttato, con leggero sentore floreale di fiori bianchi in gioventù, di buon corpo e ben strutturato. Un vino che sicuramente sia in purezza che con opportuni uvaggi, può risultare determinate per arricchire il già importante patrimonio regionale. In Abruzzo, si sono conservati comunque diversi vitigni autoctoni che danno origine a vini particolari, dove il territorio ed il vitigno giocano un ruolo determinante sulle caratteristiche qualitative del prodotto finito; è il caso del Montonico di Bisenti. Il vitigno, allevato nell’ambiente originario tra i comuni di Bisenti e Cermignano, alle pendici del Gran Sasso, dove l’escursione termica giorno-notte è ragguardevole soprattutto in estate, produce un vino con caratteristiche uniche che si prestano molto bene alla produzione dello spumante ottenuto secondo la tecnica classica. Altri vitigni molto interessanti e tutti da scoprire e riscoprire: è il caso del "Trebbiano Campolese" noto per la sua grande acidità, usato come taglio per conferire freschezza negli uvaggi, oppure della "Cococciola" e di alcuni moscati notevoli per pregio e freschezza aromatica. Da non dimenticare la “Malvasia autoctona” che produce vini dolci, freschi e frizzanti, oppure l’aleatico e il camplese. Tra i vini dolci, ottimo il "Moscato di Castiglione a Casauria", coltivato nell’omonimo comune ed in quelli limitrofi; se ne ottiene un vino moscato recentemente riscoperto per la sua bontà soprattutto nella versione passita. Il vino ha caratteri personali che ricordano i sentori del miele, del mandorlo, dei fichi secchi, con un forte legame con il territorio.

In provincia di Chieti, nei comuni di Vacri e Villamagna, ma un po’ in tutta la provincia, viene coltivato un vitigno a bacca bianca con acino grosso, chiamato "Cococciola". Il vino giovane ha caratteri erbacei che evolvono con la maturazione; è ricco di acidità e quindi di grande freschezza. Oggi viene usato come uvaggio (ottimo per la spumantizzazione) ed in qualche realtà produttiva finalmente viene vinificato in purezza.

Montepulciano d'Abruzzo doc

Il Montepulciano è un vino robusto, ricco di corpo, con un colore rosso rubino intenso attutito da riflessi violacei, con tendenza all’arancione se invecchiato. L’odore è vinoso, tenue e gradevole; il sapore è asciutto, morbido, sapido e leggermente tannico. La lunga persistenza gustativa non ha cedimenti, il profumo nel vino di un anno, richiama la mora, la prugna, la marasca, la carruba. Nel vino maturo il profumo diventa etereo, e assume le vesti della rosa, della vaniglia, della liquirizia. In ogni caso il principe dei vini abruzzesi ha un sapore morbido, con una giusta acidità, che non è mai eccessiva, nel complesso armonico ed imprevedibile. Il Montepulciano si presta bene all’invecchiamento, che se attuato per almeno due anni in botti di legno, può fregiarsi della menzione “riserva”.

Il Montepulciano Cerasuolo d’Abruzzo doc

Il Montepulciano Cerasuolo d’Abruzzo doc è una variante del Montepulciano. Si ottiene dalla macerazione breve del mosto, solo poche ore, con le bucce del montepulciano. Se ne ricava un vino rosso ciliegia o rosato, più o meno carico, con un odore gradevole, delicato e fruttato. Il sapore è secco, morbido e armonico; in ogni caso delicato e con un esile retrogusto mandorlato. Il Cerasuolo è un vino fresco, vivace e leggero.

Il Trebbiano d’Abruzzo doc

Il trebbiano d’Abruzzo doc è un vitigno di qualità che produce un vino bianco profumato e corposo. Il Trebbiano ha un colore paglierino, un odore vinoso e gradevole, ma sempre delicatamente profumato. Il sapore è armonico con tendenze che vanno dal vellutato, al sapido ed all’asciutto: insomma pieno di fragranza e armonia con ottime possibilità di comparire tra i vini di prestigio. Non è un caso se riviste prestigiose hanno indicato uno dei trebbiani abruzzesi tra i migliori dieci vini bianchi del mondo. Nella produzione del vino, oltre al trebbiano puro, possono essere utilizzati in misura massima del 15%, uvaggi con malvasia, pecorino, cococciola e passerina che conferiscono un maggior aroma al trebbiano puro.

Il Controguerra doc

La Doc Controguerra è la più giovane doc abruzzese e annovera vini di pregio in diverse tipologie. La zona di produzione è la val Vibrata in provincia di Teramo, nell’area di Controguerra. Questo vino è ottenuto da uve di Montepulciano d’Abruzzo (60%), Merlot e/o Cabernet Sauvignon e d altri vitigni a bacca rossa. Se ne ottiene un vino di colore rosso rubino intenso, dal sapore asciutto, leggermente tannico. Il Controguerra bianco è ottenuto da uve di Trebbiano toscano, Malvasia, Passerina ed eventualmente con l’aggiunta di altre uve. Se ne ottiene un vino dal colore giallo paglierino, fruttato, dal sapore secco e con leggero retrogusto amarognolo.

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