

Sito web RISERVA NATURALE ZOMPO LO SCHIOPPO
La Riserva Naturale Zompo Lo Schioppo è un’area protetta della Regione Abruzzo compresa nel Comune di Morino (AQ). I suoi 1025 ettari sono localizzati nella Valle Roveto.
Alla sommità dei rilievi, sulle pareti assolate e a strapiombo nasce la spettacolare cascata naturale di Zompo lo Schioppo che, con un salto di circa 80 metri, precipita nel torrente sottostante. L’Amministrazione comunale di Morino, in stretta collaborazione con Legambiente gestisce l’area protetta fin dalla sua istituzione.
Un percorso ad anello attraversa parte del territorio della Riserva a minor altitudine, fino a raggiungere la cascata, con ritorno al punto di partenza. Il sentiero Natura inizia in prossimità del parcheggio. Dal limite del bosco parte una strada sterrata ben tracciata, da poter percorrere agevolmente, malgrado la lieve salita, grazie all’ombra delle chiome degli alberi che la costeggiano. Dopo 200 metri si giunge al piazzale dello “Schioppo” dove è possibile sostare utilizzando l’omonimo rifugio; riprendendo il percorso, che segue il letto del ruscello, si giunge in breve proprio sotto la cascata, da dove è possibile osservarla in tutta la sua maestosità e ascoltare lo scroscio dell’acqua. Riprendendo il sentiero e costeggiando alberi secolari, si giunge presso un laghetto di splendide acque trasparenti, generato da un piccolo sbarramento realizzato nell’ambito dell’impianto di sfruttamento idroelettrico. Proseguendo, si ritorna al punto di partenza.
Da visitare il centro espositivo dell’Ecomuseo, in grado di essere di ausilio ai visitatori, sensibilizzando in particolare i più giovani ad un uso appropriato delle risorse ambientali
Nella logica espositiva dell’Ecomuseo, infatti, il visitatore non solo è introdotto alla conoscenza del territorio di Morino, della Valle Roveto e della Riserva stessa attraverso le sue componenti (flora, fauna, paesaggio, tradizioni, storia, cultura ecc.) ma coglie anche spunti di riflessione sul futuro del pianeta, aggiungendo un tassello alla crescita di una mentalità più “ecologica”. In ogni sala è presente un settore dedicato alla “favola narrata”, una sorta di percorso parallelo raccontato sulla traccia delle tematiche affrontate in generale, ma a misura di bambino.
Molto suggestivo è il borgo di Morino Vecchio.
Il campanile di Morino Vecchia sembra il pastore di cui ci racconta Ignazio Silone nel suo romanzo Fontamara, un pastore alla guardia di un gregge di pecore fuggito in una fredda mattina di gennaio del 1915. Morino Vecchia è un luogo della memoria, racconta le persone che lo hanno abitato e trasformato, appartiene alla storia di quella comunità che si è dovuta spostare più a valle per continuare a vivere. Case, chiese, strade e piazze distrutte in pochi secondi. Quello che resta, con le sue mura diroccate e i mucchi di macerie, è un luogo-simbolo: del trascorrere rapido del tempo, della forza della Natura, della instabilità di quello che l’uomo costruisce.
Cauto – Santa Maria del Pertuso è un sentiero sicuramente tra i più suggestivi della Riserva, sia per gli scorgi paesaggistici sia per l’emergenza architettonica che raggiunge: la chiesa rupestre di Santa Maria del Cauto. Immersa nel silenzio, a mille metri di quota, presenta affreschi della fine del 1100 e testimonia l’importanza di quella cultura monastica che si diffonde in Europa nel medioevo. Il percorso supera un dislivello di circa 300 metri in circa 3 km.