F. PAOLO MICHETTI

Francesco Paolo Michetti nacque a Tocco da Casauria (allora provincia di Chieti) il 2 ottobre 1851.
Sin da fanciullo in Nostro ebbe a dimostrare il suo gran talento pittorico, iniziando a disegnare oltre che sulla carta anche sui muri con la matita, col gesso ed anche col carbone belle figure di paesaggi e di persone nei vicoli e stradine di Chieti, tanto che l’amministrazione locale gli concesse dei sussidi onde permettere al neofito pittore di recarsi, per apprendere meglio, all’Accademia di Napoli.
Comunque gli rimaneva di grande difficoltà l’aderire alle regole che gli venivano imposte, essendo uno spirito più che libero alla ricerca continua della scoperta della sua anima artistica.
Un giorno un suo maestro gli disse testualmente:”Fai quello che vuoi, ma dipingi”.
Francesco lasciò l’Accademia e se ne tornò a Chieti.
Si accorgeva, comunque, di crescere sempre di più nell’arte pittorica, in quanto Chieti gli offriva sempre delle motivazioni profonde per l’esercizio della sua attività, per le sue strutture architettoniche, per i suoi vicoli, per i suoi riti religiosi e quant’altro ed il mondo interiore del pittore le incoava esprimendole in bellissime musiche pittoriche, che ancora oggi fanno trasecolare e restare senza fiato.
L’Abruzzo rurale, il naturalismo, il realismo visionario furono sempre la sua fonte primaria di ispirazione e quando espose le sue opere al Gran Salon di Parigi venne tanto acclamato, ma lo fu ancora di più e raggiungendo anche una definitiva fama internazionale, quando nell’anno 1877 espose a Napoli la mirabile tela del “Corpus Domini”, un vero capolavoro che rimase ed è tutt’oggi un celeberrimo dipinto di tutto il panorama ottecentesco italiano, da tutti ammirato.
G. D’Annunzio scrisse:”E il Corpus Domini era per tutti noi, cercatori irrequieti di un’arte nuova, il Verbo dipinto; era nella nostra chiesa, l’immagine delle immagini”.
Il suo genio artistico si consolidò con le opere successive: “Il Voto” (1880, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna); “Lungo il fiume paterno o Il dileggio” (1888, Chieti, Museo Palazzo de’ Mayo; “La figlia di Iorio” (1895, Pescara, Biblioteca Provinciale), nella sua versione definitiva a tempera; la versione precedente a olio è al Palazzo de’ Mayo a Chieti, opere queste senz’altro da visitare per restare incantati.
Alla fine della sua carriera il Michetti iniziò a riunirsi nel convento di Santa Maria del Gesù di Francavilla al Mare, che il pittore aveva acquistato e che oggi è noto come il Convento Michetti.
La grande celebrità e valentia del Michetti fu tale che Vittorio Emanuele III il 4 aprile 1909 decise di nominarlo Senatore del Regno; nel suo convento di Francavilla morì nel marzo del 1929 e di fronte al convento gli fu eretta una statua in bronzo, opera del suo amico Nicola D’Antino.

a cura di Francesco Del Pozzo

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